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Grave carenza personale

2026-09-08 17:59

Vincenzo

Spett.le Azienda USL di BolognaAlla Direzione GeneraleAlla Direzione SanitariaAlla Direzione AssistenzialeAlla U.O. Relazioni Sindacalie, p.c.Regione

 

Spett.le Azienda USL di Bologna
Alla Direzione Generale
Alla Direzione Sanitaria
Alla Direzione Assistenziale
Alla U.O. Relazioni Sindacali
e, p.c.
Regione Emilia-Romagna
Al Presidente della Regione Emilia-Romagna
Michele de Pascale
All’Assessore alle Politiche per la Salute
Dott. Massimo Fabi
Alla Direzione Generale Cura della Persona, Salute e Welfare

 


Oggetto: grave carenza di personale sanitario e rischio per la tenuta dei servizi ospedalieri e territoriali – richiesta di interventi straordinari su organici, mantenimento e valorizzazione del personale


La scrivente Organizzazione Sindacale Nursing Up Emilia-Romagna, a seguito delle numerose segnalazioni ricevute dai professionisti e delle verifiche effettuate direttamente attraverso la presenza nei luoghi di lavoro, sopralluoghi, interlocuzioni con i lavoratori e attività di monitoraggio
sul territorio, ritiene non più rinviabile un intervento complessivo sulla situazione degli organici dell’Azienda USL di Bologna.
 

Le criticità che ci vengono rappresentate non appaiono riconducibili a una singola struttura o a un singolo servizio.
Esse interessano diverse articolazioni ospedaliere e territoriali dell’AUSL Bologna, nell’ambito di una rete aziendale che comprende, tra le altre, gli Ospedali Maggiore, Bellaria, Bazzano, Bentivoglio, Budrio, San Giovanni in Persiceto, Porretta Terme, Vergato e Loiano, oltre ai servizi territoriali, ambulatoriali e alle Case della Comunità. La stessa Azienda documenta
ufficialmente tale articolazione territoriale.


Particolare attenzione deve essere riservata anche ai servizi ambulatoriali, territoriali e specialistici, compresi quelli nei quali sono richieste competenze specifiche e tempi di formazione e inserimento non immediatamente sostituibili, come i servizi trasfusionali e le ulteriori attività ambulatoriali da
noi monitorate.
 

Le recenti segnalazioni relative all’Ospedale di Bazzano, comprese quelle provenienti da altre
 

Organizzazioni Sindacali, rappresentano a nostro giudizio un’ulteriore conferma di unaproblematica che non può più essere affrontata esclusivamente attraverso interventi episodici o limitati alla singola unità operativa.
 

La questione degli organici deve ormai essere affrontata come un problema aziendale complessivo e, per molti aspetti, come una vera emergenza regionale e nazionale.
Una progressiva riduzione del personale disponibile, unita ad assenze non tempestivamente sostituite, limitazioni lavorative, cessazioni, difficoltà di reclutamento e aumento dei carichi assistenziali, rischia inevitabilmente di ripercuotersi sui professionisti e sui cittadini.


La conseguenza può essere una riduzione del tempo effettivamente dedicabile al paziente, maggiori
difficoltà nella copertura dei turni, incremento del ricorso a straordinari e prestazioni aggiuntive, aumento della pressione sui professionisti rimasti in servizio e peggioramento della capacità del sistema di rispondere tempestivamente ai bisogni assistenziali.
 

Assumere nuovo personale non basta: bisogna anche trattenere quello che già abbiamo Nursing Up ritiene necessario sottolineare un aspetto troppo spesso sottovalutato.
 

La carenza di personale non si affronta soltanto attraverso nuove assunzioni. Occorre anche evitare di perdere i professionisti che già lavorano all’interno dell’Azienda. Infermiere, ostetriche e professionisti sanitari non possono essere considerati semplicemente numeri di una dotazione organica.


Sono professionisti che ogni giorno garantiscono assistenza, continuità dei servizi e sicurezza delle cure, ma sono anche persone con famiglie, figli, esigenze personali, necessità di conciliazione tra vita privata e lavoro e aspettative professionali legittime.


Un’Azienda che segnala difficoltà nel reperire personale deve necessariamente interrogarsi anche sulle ragioni per cui professionisti già formati chiedono trasferimenti, mobilità, avvicinamenti ad altre sedi o scelgono di partecipare a concorsi presso altre Aziende.
 

Le esigenze organizzative sono certamente rilevanti e devono essere rispettate, ma non possono trasformarsi in una politica del diniego sistematico.
 

Ogni richiesta deve essere valutata concretamente e, prima di rispondere semplicemente “no”, dovrebbe essere ricercata ogni possibile soluzione organizzativa compatibile con le esigenze del servizio.
 

Ascoltare il personale significa fare politica del personale.


Valutare concretamente richieste di mobilità interna, avvicinamento, diversa assegnazione, conciliazione vita-lavoro o altre esigenze personali può significare evitare che un professionista già formato abbandoni l’Azienda.


Si parla frequentemente di valorizzazione professionale, benessere organizzativo, attenzione alle persone e centralità delle risorse umane. Tali principi, tuttavia, devono trovare riscontro nelle concrete decisioni organizzative.
 

Non è sufficiente parlare di valorizzazione del personale: occorre praticarla.Utilizzare tutti gli strumenti disponibili, compresa la novità introdotta nel 2026 Nursing Up ritiene inoltre necessario che l’Azienda utilizzi concretamente tutti gli strumenti messi a disposizione dal legislatore per evitare di disperdere professionalità già reclutate e formate.
 

La Legge 30 dicembre 2025, n. 199, attraverso l’art. 1, comma 221, ha introdotto il comma 2-bis nell’art. 4 del D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151. La modifica prevede la possibilità di prolungare il contratto del personale assunto in sostituzione per consentire un ulteriore periodo di affiancamento
della lavoratrice sostituita, entro il limite previsto dalla norma. Anche ARAN ha richiamato questa novità tra gli istituti giuslavoristici introdotti dalla Legge di Bilancio 2026. In termini pratici, la disposizione consente, nei casi previsti dalla legge, di non interrompere necessariamente il rapporto con il lavoratore assunto in sostituzione nel momento stesso in cui rientra il professionista sostituito, ma di prevedere un ulteriore periodo di affiancamento.
 

In un contesto di carenza di personale, appare quindi opportuno che l’Azienda valuti concretamente questa possibilità ogni volta che ne ricorrano i presupposti normativi e organizzativi, evitando di disperdere professionalità già selezionate, formate e inserite nei servizi.
 

Non chiediamo automatismi contrari alla disciplina del pubblico impiego, ma chiediamo che ogni strumento legittimamente utilizzabile venga realmente preso in considerazione.
 

La carenza di personale sta diventando un problema di tenuta del sistema
La presente viene trasmessa anche alla Regione Emilia-Romagna, poiché riteniamo che un problema di queste dimensioni non possa essere affrontato e risolto esclusivamente dalle singole Aziende sanitarie.
 

L’Assessore regionale alle Politiche per la Salute è attualmente Massimo Fabi, che proprio nel 2026 ha avviato confronti con le Aziende sanitarie regionali, compresa l’AUSL Bologna.
 

La difficoltà nel reperire e trattenere professionisti sanitari richiede interventi coordinati su più livelli: aziendale, regionale e nazionale.
Servono politiche di reclutamento, ma anche interventi sulla valorizzazione economica e professionale, sulle condizioni di lavoro, sulla conciliazione vita-lavoro e sull’attrattività complessiva del Servizio sanitario pubblico.


Siamo di fronte a una situazione che rischia di mettere in discussione la stessa tenuta di alcuni servizi ospedalieri e territoriali.
 

Quando diminuiscono i professionisti disponibili, quando aumentano i pazienti e le attività affidate agli stessi operatori e quando diventa sempre più difficile sostituire tempestivamente le assenze, il problema non riguarda soltanto i lavoratori.

Riguarda direttamente i cittadini.
Riguarda la qualità dell’assistenza, la continuità delle cure, la capacità di mantenere pienamente operativi i servizi e, inevitabilmente, anche i tempi di attesa.
 

Un professionista costretto a gestire contemporaneamente un numero sempre maggiore di attività ha inevitabilmente meno tempo da dedicare a ciascun paziente.


Ed è proprio questo che dobbiamo evitare.Nursing Up Emilia-Romagna chiede pertanto:
1. una ricognizione aggiornata delle effettive carenze di personale sanitario nelle strutture ospedaliere, ambulatoriali e territoriali dell’AUSL Bologna;
2. un piano di intervento sugli organici, con particolare attenzione alle strutture nelle quali cessazioni, assenze prolungate, limitazioni o mancata sostituzione abbiano determinato una riduzione significativa del personale disponibile;
3. il potenziamento delle politiche di reclutamento e sostituzione del personale;
4. che venga concretamente valutata, nei casi in cui ne ricorrano i presupposti normativi e organizzativi, la possibilità prevista dall’art. 4, comma 2-bis, del D.Lgs. 151/2001, come modificato dalla Legge di Bilancio 2026;
5. una politica aziendale finalizzata non soltanto al reclutamento, ma anche alla retention dei professionisti già in servizio;
6. una maggiore attenzione alle richieste di mobilità interna, avvicinamento, conciliazione vita-lavoro e diversa collocazione organizzativa, ricercando ove possibile una soluzione prima di procedere al diniego;
7. l’apertura di un confronto con le Organizzazioni Sindacali sulla programmazione degli organici e sulle misure che l’Azienda intende adottare per il 2026-2027;
8. alla Regione Emilia-Romagna, l’apertura di un confronto straordinario sulla carenza dei professionisti sanitari e sulle misure necessarie a garantire la tenuta della rete ospedaliera e territoriale;
9. che la Regione intervenga altresì presso il Governo nazionale affinché la carenza di professionisti sanitari venga affrontata attraverso misure strutturali e non attraverso soluzioni esclusivamente emergenziali.


Non possiamo continuare a chiedere sempre di più agli stessi professionisti.
La tenuta del Servizio sanitario pubblico passa certamente attraverso nuove assunzioni, ma passa altrettanto attraverso la capacità di ascoltare, tutelare, valorizzare e trattenere chi già oggi mantiene in piedi ospedali e servizi territoriali.


Siamo professionisti, non semplicemente numeri di una dotazione organica.
Per tali ragioni, Nursing Up Emilia-Romagna chiede alla dirigenza aziendale e alla politica uno sforzo congiunto, concreto e duraturo nel tempo. La nostra Organizzazione resta pienamente disponibile a portare al confronto non solo l’esperienza maturata sul campo e le competenze di carattere normativo, ma anche i riscontri, le segnalazioni e le difficoltà che quotidianamente ci vengono rappresentate dai professionisti sanitari impegnati in prima linea.


Cordiali saluti

Direttivo Regionale
Nursing Up Emilia-Romagna

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