FERIE E INDENNITÀ: LA CASSAZIONE RAFFORZA I DIRITTI DEI LAVORATORI DELLA SANITÀ
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Un periodo di ferie può determinare una riduzione dello stipendio di un infermiere o di un altro professionista sanitario perché alcune indennità normalmente percepite non vengono corrisposte?
Sul tema si è ormai consolidato un importante orientamento della Corte di Cassazione, alla luce dei principi stabiliti dal diritto dell'Unione europea.
Il punto di partenza è semplice: il lavoratore durante le ferie deve poter beneficiare di una retribuzione che non lo penalizzi economicamente al punto da disincentivare l'effettiva fruizione del periodo di riposo.
Cosa prevede il CCNL Sanità
Il CCNL del Comparto Sanità disciplina la retribuzione spettante durante le ferie e, tradizionalmente, diverse indennità sono state considerate legate all'effettiva presenza in servizio.
Proprio su questo punto sono intervenuti prima i principi della Corte di Giustizia dell'Unione europea e successivamente numerose decisioni della
Corte di Cassazione.
Il principio europeo è infatti sovraordinato alla disciplina contrattuale: nell'interpretazione delle disposizioni del CCNL deve essere garantito il diritto del lavoratore alle ferie annuali retribuite senza che la loro fruizione comporti una penalizzazione economica incompatibile con il diritto UE.
Cassazione n. 25528/2025: il caso di un infermiere turnista
Particolarmente significativa è l'ordinanza della Corte di Cassazione n. 25528 del 17 settembre 2025, relativa proprio al caso di un infermiere dipendente di un'Azienda sanitaria che svolgeva normalmente attività articolata su turni.
La Cassazione ha riconosciuto la rilevanza dell'indennità di turno nella determinazione della retribuzione feriale, richiamando il principio secondo cui durante le ferie devono essere considerate le componenti economiche intrinsecamente collegate alle mansioni e alle modalità ordinarie con cui viene svolta l'attività lavorativa.
Il lavoratore, in sostanza, non deve essere economicamente disincentivato dall'andare in ferie.
Le pronunce del 2026 rafforzano ulteriormente il principio
La Corte di Cassazione è tornata sulla materia nel maggio 2026.
Con le ordinanze n. 14911/2026 e n. 14916/2026, la Suprema Corte ha nuovamente affrontato la questione delle indennità normalmente percepite dal personale sanitario e della loro inclusione nella retribuzione durante le ferie.
Le controversie hanno interessato voci quali indennità di turno, indennità connesse a particolari reparti o condizioni di lavoro, lavoro notturno, lavoro festivo e pronta disponibilità/reperibilità.
Il principio che emerge è particolarmente importante: non basta definire contrattualmente un'indennità come collegata alla presenza in servizio per escluderla automaticamente dalla retribuzione feriale.
Occorre valutare la natura della singola voce economica, la sua continuità e il suo collegamento con le mansioni e con l'ordinaria organizzazione del lavoro del dipendente.
Questo significa anche che non tutte le indennità sono automaticamente recuperabili: ogni posizione deve essere verificata individualmente.
NURSING UP AVVIA LA VERIFICA PER I PROPRI ISCRITTI
Alla luce dell'evoluzione giurisprudenziale, Nursing Up intende raccogliere le segnalazioni dei lavoratori interessati e verificare le singole posizioni, valutando la presenza dei presupposti per un eventuale riconoscimento delle somme spettanti.
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