





Dall’Emilia-Romagna 1.500 fughe all’estero in 4 anni. Il 62% dei professionisti denuncia ambienti tossici. Nursing Up lancia l’allarme: "Troppi dirigenti e pochi infermieri, servono stipendi europei o il sistema crolla". BOLOGNA – Non è più un’emorragia, è un’evacuazione di massa. Negli ultimi 50 anni, 20.000 infermieri italiani hanno lasciato il Paese. Ma il dato che gela il sangue non è solo chi scappa verso la Svizzera o l’Inghilterra: è chi resta in Italia e sceglie la fabbrica o multinazionali come Lidl. Quando un professionista della salute preferisce lo scaffale di un supermercato alla corsia d'ospedale, siamo di fronte alla sconfitta totale della classe politica, regionale e sindacale. Il "Modello Emilia Romagna" scricchiola: Secondo i dati FNOPI, negli ultimi quattro anni la regione ha perso 1.500 infermieri. Professionisti formati a carissimo prezzo dalle nostre università che regaliamo al miglior offerente. E come rispondiamo? Importando personale dall'estero con deroghe che scavalcano gli Ordini professionali, esponendo il sistema a rischi gravissimi (come il caso limite del San Raffaele di Milano). Perché non riusciamo ad attrarre infermieri da Canada, Australia o Inghilterra con titoli equiparati? Semplice: perché l'Italia non è più un posto per professionisti. Non è una nazione per infermieri e ostetriche. Bologna: il 50% rifiuta l'assunzione A Bologna la crisi è senza precedenti. Il costo della vita e l'emergenza abitativa mangiano uno stipendio inferiore a quello di un operaio specializzato. Un quadro metalmeccanico arriva a 2.660 euro netti; un infermiere, con responsabilità civili e penali enormi, può solo sognarli. I giovani lo hanno capito: dei 1.680 posti nei corsi di laurea regionali, solo 1.229 sono coperti. A Bologna, di questi, solo il 59% degli iscritti arriva alla laurea. Dirigenti "saccenti" e ambienti tossici. Mentre gli infermieri fuggono, la burocrazia ingrassa. "Abbiamo troppi dirigenti pubblici con stipendi altissimi di cui non si capisce la produttività". "Meglio un infermiere in più che 10 dirigenti" dal nostro punto di vista. Il sondaggio Nursing Up Emilia-Romagna 2025 su oltre 3.000 professionisti rivela, clicca qui per visionarlo...: 96,2% insoddisfatto di stipendio e condizioni. 62,4% denuncia un ambiente tossico: salti di ferie, riposi negati, demansionamento e mobbing. Abbiamo inviato decine di PEC chiedendo interventi urgenti per creare un clima positivo, senza risposte concrete. 30,8% ha già un'offerta in mano e sta per andarsene. Il paradosso legale L'Ausl Bologna ha chiesto a dei colleghi una rivalsa di 50.000 euro per un episodio di 10 anni fa. Come si può lavorare con questa spada di Damocle per 1.500 euro al mese? Se perdiamo la colonna portante dei professionisti esperti (il 70% ha più di 40 anni), non avremo nessuno a cui affidare la nostra salute. Le richieste di Nursing Up: Stipendi in linea con la media OCSE. Stop ai carichi massacranti e miglioramento delle condizioni di lavoro. Eliminazione dei vincoli di esclusività e dei nullaosta. Riconoscimento della professione come "usurante". La soluzione? Riprenderci la nostra dignità. Invitiamo i colleghi a sostenerci: diamo il 51% delle deleghe al Nursing Up. Solo un sindacato di categoria forte, con il 51% dei consensi, può sbattere i pugni sui tavoli che contano e cambiare tutto in pochissimi mesi. L'alternativa? Il nulla attuale. Condividete questo articolo. Facciamo sentire la nostra voce prima che l'ultimo infermiere spenga la luce. La Pagina di Nursing Up Vincenzo Parisi 3401210916 WhatsApp






























